deliziosa

ricettina facile facile:

Prendete un paio di melanzane belle grosse, lavatele, asciugatele e mettetele nel forno a 180°; giratele ogni mezz’ora e lasciatecele per un ora e mezza.
Tagliatele a metà e con un cucchiaio togliete la polpa interna facendo attenzione a non prendere anche l’acqua.
Mettete la polpa in un cutter, robot o minipimer che sia con due spicchi di aglio, un peperoncino, quattro acciughe, sale, pepe e olio.
Tritate il tutto ed otterrete una crema veramente deliziosa buona sia spalmata sul pane che per accompagnare altri alimenti (mischiata alle carote in insalata, con una bella bistecca al sangue,…)

NB: ricordarsi di togliere le melanzane dal forno prima di fare tutte le altre operazioni descritte.
NBB: attenti alle acciughe e all’olio che, se di pessima qualità, potrebbero rovinare il risultato finale.

capolavori per caso

ci sono due tipi di risotto: quelli classici e quelli improvvisati.
La ricetta del risotto improvvisato è semplice; si apre il frigo e si prende tutto quello che è da finire e lo si mette nel risotto.

Quello che ho appena cucinato è appunto un risotto improvvisato che, del tutto casualmente, è venuto buonissimo.

ci ho messo:
– dadini di pancetta affumicata
– cipolla
– carota
– un avanzo di peperonata
– un avanzo di crema di melanzane (*)
– un avanzo di polpettone
ho messo il tutto nel minipimer, ho tritato finemente fino ad ottenere una densa crema che ho messo in pentola con un cucchiaio di olio; dopo aver leggermente soffritto il tutto ho buttato il riso (roma), l’ho brillato e sfumato con un bicchiere di prosecco (un altro avanzo) poi ho aggiunto acqua bollente e un pò di sale. Quando è stato quasi pronto ho versato della panna (ennesimo avanzo) ed ho servito.

Peccato che sia praticamente irripetibile.

(*) la crema di melanzane la faccio da me mettendo le melanzane intere nel forno e facendole cuocere circa 90 minuti. Poi le sbuccio e le metto nel minipimer con aglio, olio, prezzemolo e peperoncino.

coscia di muflone arrosto

Ieri, in occasione della visita di amici, mi sono cimentato, per la prima volta in questa ricetta.
Avevo in freezer una coscia di muflone, cacciato in valsesia ed omaggiatami da un cortese cacciatore.

Ho messo la carne a bagno in acqua e vino rosso (metà e metà) a cui ho aggiunto della lavanda e l’ho lasciata immersa per 36 ore circa.
Ho buttato via il bagno (serve a togliere l’odore di selvatico) ed ho lavato ed asciugato la carne.
Ho inserito alcuni spicchi d’aglio, l’ho spolverata di sale e pepe, l’ho avvolta in fettine di lardo ed ho legato il tutto con lo spago da cucina.
Poi l’ho adagiata in una pirofila con alcuni toccheti di burro e mezzo bicchiere di vino rosso ed ho informato il tutto a 170 gradi nel forno ventilato.
ogni 10-15 minuti la toglievo per bagnare la parte superiore con il sugo formatosi nella pirofila (o un po di vino se mancava sugo) e l’ho lasciata cuocere per 90 minuti circa.
Poi l’ho servita accompagnata da una salsa spagnola e da un ottimo gattinara.

un successone.

fritto misto alla piemontese

Un secondo (o piatto unico) tipico e di non semplice realizzazione, di origine popolare e legato al momento della macellazione. Oggi si è arricchito (e con molte variazioni) e i ristoranti della zona lo propongono come specialità
La ricetta che vi propongo (6 persone) è questa:
ingredienti
40 g. di semolino, 0,5 lt. di latte, 150 g di zucchero, 4 uova, 400 g. di pangrattato, 1 limone, 100g di amaretti, 250 g. di mela, 300 g. di banana, 200 g. di farina, 300 g. di vitello (noce), 200 g. di salsiccetta, 200 g. di fegato, 300 g. di carote, 300 g. di zucchine, 200 g. di polmone, 300 g. di petto di pollo, 1 lt. di olio di arachidi, 1 busta di vanillina, congnac q.b.
nota:
le ricette più antiche comprendevano tutte le frattaglie della macellazione, ovviamente mancavano le banane ed erano presenti anche animelle e cervella. Oggi l’uso di animelle e cervella (deliziose) non è consentito per via dei famosi prioni ed il fegato è meglio se proviene da allevamenti controllati. Il limone meglio se bio e lavate bene la buccia nel caso sia cerata.

preparazione:
preparate il semolino bollendo il latte con il limone, la vanillina e lo zucchero per 10 minuti circa, fate rassodare e fatene dei cubetti; tagliate a piccole fettine il pollo e il vitello e impanatele come delle milanesi. Preparate una pastella amalgamando zucchero, farina, uova, latte cognac, buccia di limone grattuggiata e vanillina e pastellate tutto il resto (dopo averlo ridotto a dimensioni consone) e friggete tutto in abbondante olio ben caldo. Scolate su una carta assorbente, servite caldissimo su un piatto guarnito con qualche foglia di insalata e spicchi di limone. Accompagnate da un vino rosso, fermo e asciutto, leggermente tannico.

suggerimenti:
le verdure se le fate a fettine sottili potete friggerle senza problemi, altrimenti vi consiglio di sbianchirle prima di friggerle.
A meno che non possediate una friggitrice professionale potreste avere dei problemi a friggere tutto insieme, scaldate quindi il forno e tenete una pirofila al caldo ove mettere le varie fritture così da servire tutto l’insieme alla stessa temperatura.
Tocco d’artista: preparatevi il giorno prima della polenta soda e preparate dei triangolini sottili che friggerete per primi fino a fargli assumere un bel colore dorato, colorateli con paprika, curry, zafferano o altro e usateli per decorare il piatto che presenterete.

il segreto della crema pasticciera

La crema pasticciera è forse la crema più famosa in cucina e io, finora, l’ho sempre fatta secondo la ricetta classica:
si montano le uova con farina e zucchero, si aggiunge il latte caldo aromatizzato, si mescola in continuazione fino ad addensamento del composto.
Si ottiene un’ottima crema a patto di mescolare in continuazione per evitare che attacchi sul fondo e che lasci quindi un retrogusto di bruciato al tutto.
Ho scoperto da poco che:
Se versi molto delicatamente il composto "uova-zucchero-farina" ben montato direttamente nella pentola del latte caldo (dopo aver tolto gli aromi eventuali) questo rimane a galla per cui puoi tranquillamente allontanarti e aspettare che bolla di nuovo; a quel punto due rapidi colpi di frusta ed ottieni una crema priva di grumi senza che resti nulla attaccato alla pentola e senza doverti sbattere a mescolare in continuazione…
questa è la mia faccia quando ho scoperto il "segreto"

insospettabile successo

A una persona che mi chiedeva un suggerimento per un primo veloce ho dato, senza troppa enfasi, la seguente ricetta. I suoi commenti favorevoli mi spingono a pubblicarla (non so se è originale ma chissenefrega).
Ingredienti:
Spaghetti e Acqua q.b.
Olio extra
Aglio
Pinoli
Pomodorini
Preparazione: quando l’acqua bolle buttate gli spaghetti.
A parte, in una pentola larga, (poi ci dovete buttare la pasta scolata) fate scaldare dell’ olio, buttateci i pinoli e l’aglio a pezzettoni e fate rosolare il tutto fino a quando pinoli e aglio non sono dorati (occhio a non far fumare l’olio). Togliete l’aglio (io che lo amo particolarmente lo lascio) e buttateci i pomodorini tagliati a mezzo. Fate rosolare a fuoco medio qualche minuto, nel frattempo scolate gli spaghetti (che dovrebbero essere cotti) e versateli nella pentola del condimento.
Due rimestate e servite con una foglia di basilico e abbondante parmigiano.
Buon appetito.

Variante: una volta ho provato le mandorle invece dei pinoli (erano finiti) ma, personalmente, preferisco il gusto del pinolo rosolato.
Variante 2: assieme ai pomodorini buttateci anche qualche oliva taggiasca o una punta di paté di olive taggiasche.

NB: non ho volutamente indicato le dosi perché i gusti individuali possono creare molte varianti. Se amate l’aglio potete anche buttare uno spicchio a persona, sennò uno spicchietto basta anche per 3-4. Pomodorini ce ne vogliono almeno 3 a cranio ma se è stagione e li amate particolarmente allora abbondate. Idem per l’olio, ciascuno decida se li vuole belli unti (che poi il parmigiano lo assorbe) o meno o se mettere olio pugliese o del garda.