Ciccia e Stress

Ciao a tutti, io sono Ciccia.

Ciao a tutti, io sono Stress

io sono curioso

e coccoloso

io sono ancora un po timida…

Annunci

sfigatto

Della comparsa di Cece in casa mia vi ho già parlato; ora vi racconto il resto della sua (purtroppo) breve vita.
L'intera famiglia doveva partire il 10 luglio per Montorfano (VB) e si è deciso di portare Cece con noi; caricato quindi gabbietta, cesta e sabbietta eccoci tutti quanti in questo piccolo borgo.
Che dire, avrebbe potuto scomparire già dal primo giorno ma per tutta la settimana Cece è rimasto con noi, godendosi (e talvolta subendosi) le coccole di 20 bambini che alla minima occasione se lo contendevano.
Tornati da Montorfano siamo rimasti a Sizzano ancora 4 giorni e poi ci siamo trasferiti in montagna, a Malesco, luogo meno isolato e molto più frequentato del precedente.
I primi due giorni li ha dedicati a prendere coscienza del territorio poi ha tentato qualche spedizione fuori dal cortile; la cosa mi ha preoccupato ma ciò nonostante non me la sono sentita di chiudere il gatto in casa. I gatti sono animali liberi, per questo mi piacciono; non ho mai avuto un gatto senza che potesse uscire (anche a Milano, ai tempi dell'università)
Sabato 23 luglio però, rientrati dalla camminata, Cece non c'era. Abbiamo perlustrato i dintorni, Io e i bambini, per oltre un ora, chiamandolo. Senza risultato.
Abbiamo cenato mestamente, sperando che non fosse morto poi ancora ricerche, fino alle 20:40 che poi c'era uno spettacolo a S. Maria.
Ci siamo diretti alla macchina e io, prima di salirci, quasi automaticamente ho lanciato un ennesimo richiamo a cui è seguito un debole miagolio. Io e i bambini scattiamo per trovarne l'origine: nascosto dietro un sasso, vicino a una scala, stava Cece, immobile.
L'ho raccolto, le zampe posteriori in posizione innaturale non rispondevano e perdeva sangue.
Caccia al veterinario (è fuori per un urgenza)..attesa… visita, ecografia, iniezione; probabilmente investito; ci consiglia di lasciarlo da lui la notte; "potrebbe non farcela".
Al mattino siamo lì, all'ora indicata; Cece è ancora vivo; è il momento delle radiografie e, munito di un pesante grembiule, lo tengo fermo sotto la RX. Bacino fratturato, anzi frantumato. Si può sperare che guarisca, restando zoppo ma facendo comunque una vita dignitosa. Accetto.
E così compro i farmaci, gli preparo un giaciglio e comincia l'accudimento: imboccarlo, fargli prendere le medicine (che non gradisce), pulire le deiezioni (frequenti).
Pian piano Cece migliora e dopo una settimana sospendo il cortisone; comincia a cercare di muoversi ma non trova l'equilibrio e cade sempre di lato. Dopo una decina di giorni sono scomparsi gli ematomi e cominciamo a ritrovare una certa regolarità: la mattina mi sveglia verso le otto, mi alzo, lo pulisco e gli do da mangiare; qualche coccola e poi dormiamo un'altra oretta; ho anche cominciato a portarlo fuori, lo metto su un prato e lo aiuto a reggersi, almeno fino a sabato 6 agosto, quando dopo avermi svegliato come al solito, fa per tirarsi su ma crolla su un fianco con lo sguardo vitreo…lo accarezzo…respira a stento… corro dal veterinario, per fortuna è in casa, dormiva ancora…ma non c'è più nulla da fare…"probabilmente un embolo"….
addio Cece, meteora di emozioni.

le api

oggi il felino si è molto divertito a saltare in mezzo al trifoglio in fiore; quando qualcuno è in cortile lui si sente sicuro e si avventura. Lo attiravano soprattutto api e bombi che in gran numero si posavano sui fiori; ci ha messo poco a catturarne una e altrettanto poco a scoprire che pungono.
Ha fatto un salto a decollo verticale e poi, di gran carriera si è ritirato nel suo angolo leccando e scuotendo la zampina.
ah la natura…

accade un giorno che

verso le due, arrivi a casa e trovi lui

gatto

che sta intimorito sotto l'alzata di un gradino immobile mentre ti fissa. Marco, il piccolo, esce tutto eccitato e mi racconta i vari passaggi che l'han portato da noi, dopo che qualcuno l'ha trovato per strada.
ho un debole per i gatti, rischio di affezionarmi e non è certo il periodo giusto per aggiungere una responsabilità in più.
La famiglia però sta uscendo, vanno agli scout e ne avranno fino a sera e mi lasciano li, col nuovo arrivato. lo faccio mangiare un pò poi salgo, i bimbi gli hanno già messo la sabbietta e una cesta; me ne guardo bene dal dargli un nome.
cerco di non pensarci mentre lavoro un po; cerco di convincermi che qualcuno lo sta cercando, che troveremo presto il suo padrone.
Resisto un paio d'ore poi, con una leccornia in mano, scendo a vedere che succede.
Non si è mosso da quell'angolo di cortile e come ti avvicini ti si struscia senza alcun timore; sembra aver familiarità con l'uomo, la sabbietta e la cesta mentre non si osa avventurarsi tra le fragole che ha di fronte; se mi allontano mi segue; cerca di arrampicarsi quando sei seduto.
Sembra proprio un gatto cresciuto in casa e non capisco come abbia potuto perdersi.
Sto con lui a lungo, lo accompagno ad esplorare il giardino, lo coccolo e lo nutro finché non mi si addormenta su una spalla, in precario equilibri e mi tiene lì, immobile, nel giardino in fiore, con il clima perfetto per essere in pace con il mondo intero. ma non ha ancora un nome.

Certi giorni

Certi giorni li riconosci dal mattino.
Certi giorni, chissà perché, soffia sempre il vento.
Certi giorni non li raddrizzi nemmeno a martellate.
Certi giorni fai proprio le stesse cose di sempre ma non importa, lo senti che sta per succedere e speri solo che non faccia troppo male.

Pensavo fosse la litigata, gratuita, del mattino, invece no. Proprio non ti ho vista uscendo dal garage, come ho sempre fatto. Inutile è stata la corsa dal veterinario, lo sapevo che quello sguardo sarebbe stato l’ultimo ma non volevo ammetterlo.
Certi giorni si torna bambini e chiudi gli occhi sperando che sia tutto uno scherzo.

Addio coccolina. Probabilmente doveva succedere ma fa male. Molto male.