staccare la spina

Non è necessario essere particolarmente stressati o insoddisfatti per apprezzare appieno il fatto di riuscire, per 48 ore filate, a staccare la spina dal quotidiano.

Prendi 4 amici di vecchia data, mettiti daccordo con un buon anticipo per organizzare bene l'assenza dalle rispettive famiglie; aggiungi una casa in una piccola frazione montana e voilà, come per magia, spariscono orari e scadenze, pensieri e affanni, niente da programmare, da coordinare, da concludere.

48 ore di tempo sospeso, una bolla protettiva in cui scaricare le tossine della vita quotidiana, quelle che impercettibilmente si accumulano giorno dopo giorno.

Grazie amici miei per avermi, ancora una volta, regalato tutto questo.

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bosco

Bearzot

Mopani mi manda un messaggio che è talmente bello che non posso che ricopiarlo integralmente:

"Non è vero che italiani come Bearzot non ne nascono più. È vero invece che nascono quasi sempre negli stessi posti: vicino a un confine.

Là dove dell’italianità, evidentemente, arrivano solo gli effluvi e non le pestilenze. Italiani di confine erano i piemontesi Cavour e Gobetti, il trentino De Gasperi e – per rimanere nel paradiso ristretto dei commissari tecnici campioni del mondo – l’alpino torinese Vittorio Pozzo. Dell’italiano di confine, Enzo Bearzot da Aiello del Friuli aveva tutte le caratteristiche, a cominciare dal cattivo carattere che è tipico, diceva Montanelli, di chi un carattere ce l’ha.

Nella patria dei vittimisti che scaricano di continuo le proprie responsabilità, lui era uno che si assumeva spesso anche quelle degli altri. Proteggeva i suoi miliardari in mutande come un papà. Ma non come un papà moderno e cioè dando loro sempre ragione. Sapeva ascoltarli, sgridarli e poi aspettarli, per mesi o per anni come con Paolo Rossi, trasmettendo sicurezza a quei cuori fragili. Nella patria dei disfattisti seppe raccogliere i cocci di un ambiente distrutto dal calcio-scommesse e trasformare le polemiche con la stampa in benzina reattiva. Nella patria dei cinici impose una sua visione romantica del calcio, senza però mai dimenticarsi che il contropiede non è una parolaccia ma l’essenza di una nazione che, dal Piave al Bernabeu, in contropiede ha vinto tutte le battaglie reali o metaforiche della sua storia.

Nella patria dei raccomandati lui, ex capitano e tifoso del Toro, penalizzò in Nazionale le bandiere granata a beneficio delle maglie juventine che aveva combattuto all’ultimo sangue in tanti derby. Nella patria dei gerontocrati lanciò Rossi e Cabrini a vent’anni e Bergomi a diciotto nella finale Mundial. E, quel che più conta, nella patria degli opportunisti non trasse alcun vantaggio dall’impresa spagnola che fece di lui e della sua pipa l’icona di almeno due generazione di italiani. Finita l’avventura in azzurro non gironzolò per talk show, non firmò contratti pubblicitari o di consulenza, anche quando per molti club sarebbe stato un onore potersi fregiare della sua collaborazione. Semplicemente si mise da parte, con un senso impeccabile dell’uscita di scena, senza aggrapparsi alla coda filante della gloria perché non ne aveva la nostalgia né il rimpianto. Gli era più che sufficiente serbarne il ricordo."

grazie Mopani

Luca

Ci siamo conosciuti che avevo circa 16 anni, mi ha iniziato a D&D, ci siamo frequentati a lungo durante i ruggenti anni dell'università, poi, senza premeditazione, il servizio militare prima e il lavoro poi ci hanno allontanato. Negli ultimi venti anni ci si è visti raramente, in brevi e fugaci occasioni poi due settimante fa ha avuto l'idea di organizzare un week-end solo con noi. E noi ci siamo subito entusiasmati. Quattro amici storici lasciano le proprie famiglie e si ritirano in montagna, sperando che non sia un "grande freddo". Non vedo l'ora che arrivi sabato.

la giornata che non ti aspetti

Ero così contento della passeggiata in collina che ieri ho subito voluto parlarne nel blog. Ma il bello è che la giornata è proseguita così, quasi per caso, in crescendo.
Quando, verso le 7, cominciavo a pensare a cosa fare per cena, è squillato il telefono: Ste e famiglia stavano rientrando da Novara, "andiamo a mangiarci qualcosa insieme in birreria".
Yes, we can! entusiasmo mio (e anche del resto della famiglia) che ero già indirizzato verso una serata "divané".
Nemmeno un ora dopo, ci si sollazzava piacevolmente al Mulligans, (che ha una rossia doppio malto che mi piace davvero) dove, grazie alla pochissima gente presente a quell’ora, anche i pargoli hanno potuto scorrazzare liberi.
Dopo un paiod’ore però il locale cominciava a riempirsi e, dopo aver richiamato al tavolo i quattro cavalieri dell’apocalisse, ci si preparava al rientro.
Un nuovo provvidenziale squillo, stavolta al cellulare di Ste, ci invitava a tornare in collina, di notte, con la luna piena e la neve asciutta.
Strappiamo alle rispettive mogli il "nulla osta" e, dopo aver frettolosamente messo a nanna la cucciolata, eccomi di nuovo alla Bergamina.
Che spettacolo ! non c’è una nuvola e alla luce della luna tutto sembra scintillare di azzurro.
Tra sciate, scivolate e ruzzoloni si fa presto l’una. Andare a casa ? Il mio fisico lo reclama ma Achi insiste perché si vada a casa sua, ci vuole far assaggiare il risotto che fa lui, con l’aglio e il formaggio della val chiavenna.
Non ci vuole molto a convincerci e, in breve, siamo li; cosa posso dire: vino, risotto, salumi, grolla, grappa e tante, tante chiacchere e risate e ricordi. Tiriamo oltre le quattro, poi, con STILE ed ELEGANZA me ne torno a casina.
Oggi ho un sonno che metà basta, ma sento proprio il bisogno di ringraziare per la splendida giornata di ieri.

Che fine ha fatto Root Amaat ?

Si, lo sò; sono spariti i post delle cronache di ruolo.
Il problema è che quei post ho cominciato a scriverli anche per farli leggere ai miei figli e oggi, leggendoli in mezzo ad altri post, sono venute fuori domande imbarazzanti da cui ho brillantemente svicolato.
Meglio dunque mettere quei post in un blog separato ed ecco il motivo della sparizione.
Sono semplicemente finiti in un altro blog a cui potete facilmente accedere clikkando sul ritratto del mio personaggio qui a sinistra.

Purtroppo i commenti sono andati persi. Se avete voglia di ricommentare, vi ringrazio.

PS: nel nuovo blog, anche per salvare la cronologia, i post sono in ordine inverso, cioè l’ultimo è alla fine.

appello per un amica

ricevo e, volentieri, rilancio:

"Ciao a tutti,
datemi una mano per trovare una casa ai miei quattro micini nati il 12 aprile. Li trovate in foto insieme alla loro mamma; sono due maschietti (uno rosso e l’altro bianco e rosso) e due femminucce nere (una un po’ di più, l’altra un po’ più screziata).
Grazie
A."