Informazioni su Jeffhawk

Sono padre e marito, insegnante di informatica, giocatore di ruolo e sognatore, inutilmente idealista.

Coma farmacologico

Il blog è oramai in coma farmacologico.
Eppure di cose da raccontare ce ne sarebbero…il lavoro, dove finalmente ho ritrovato entusiasmo e voglia di fare; la relazione con i figli, dove invece fatico, soprattutto con quello di mezzo, ad accettare certi atteggiamenti tipici dell’adoloscente; gli amici di sempre e i giochi di ruolo che non smetterei mai di frequentare; il precario equilibrio tra divieti e concessioni su cui mi scontro con lamia dolce metà; i lavoretti di cui vado orgoglioso.
La realtà è che il blog è poco fruibile, i feed reader in disuso, le comunità si spostano altrove e di conseguenza qui non passa più nessuno…nemmeno io.

Infatti son venuto qui per fare un esperimento: i moduli di google. vediamo come viene incorporandolo.
 

Annunci

facciamo il punto

è oramai quasi un anno che non scrivo sul Blog; pigrizia…forse noia…o più semplicemente FB è più agevole.

Nel frattempo ho cambiato scuola, i figli sono diventati più grandi e ci sono stati una miriade di avvenimenti mentre la vita scorre più o meno placida come prima.

Oggi però ho preferito ricordarti qui piuttosto che su FB, mi sembra più intimo.

Ciao papà

foto3

30 anni e non sentirli

dall’intervista di Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari – la Repubblica, 28/07/1981

“ I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente; idee, ideali, programmi pochi o vaghi; sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune.
La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l´iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un «boss» e dei «sotto-boss».
I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. (…) Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le «operazioni» che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell´interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica.
Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un´autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata,
un´attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.
(…) La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell´amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell´Italia d´oggi, fa tutt´uno con l´occupazione dello stato da parte dei partiti (…) e delle loro correnti, fa tutt´uno con la guerra per bande (…). Ecco perché dico che la questione
morale è il centro del problema italiano. […] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude”.

Legalità

Gustatevi il video di Crozza.

“…è tutto meravigliosamente legale…”
già, perché una volta spenti i riflettori a questa gente non succederà nulla, continueranno a brigare nel ventre molle dello stato e a 50 anni prenderanno il ricco vitalizio che si sono assegnati mentre introducevano il ticket per i disabili. Come vorrei portarli tutti nelle miniere del sulcis….

Cambio di rotta

Che ci fosse bisogno di cambiamenti era nell’aria da tempo; pensavo che avvenissero nel mondo della scuola; ho tentato di smuovere le acque stagnanti nel campo della scuola.
Invece il cambiamento arriva da un’altra direzione: con fine mese si chiude una collaborazione che dura da 18 anni e che rappresenta praticamente quasi tutta la mia attività libero professionale. Anche qui le cose si erano fatte stagnanti.
Sono due settimane che mi domando se rilanciare la proposta, assumendomi maggiori responsabilità o se chiudere questo capitolo per vedere cosa mi riserva il futuro.
Ho deciso che il conio non è una motivazione sufficiente per rilanciare; non basta la moneta per darmi nuovi stimoli ed energie, per farmi digerire il fatto di lavorare ancora con una persona che stimo poco e che, dopo quello che ho scoperto in queste settimane, stimo ancora meno.
Si chiude un capitolo, si cambia rotta, alla ricerca di nuovi orizzonti.